Oltre la norma: la comprensione del contesto e la cultura della sicurezza al PensieroSicuro® Live 2025
di Giacomo Conti
Che cosa significa davvero lavorare nel mondo della compliance e della sicurezza oggi?
Molti, troppi, intendono ancora l’adeguamento normativo, dal GDPR alla direttiva NIS2, come il semplice rispetto formale di una checklist da compilare, una procedura da archiviare o un’informativa da stampare. Al contrario, la vera compliance non si dovrebbe ridurre alla burocrazia, ma dovrebbe nascere dalla comprensione del contesto, dalla cultura organizzativa e, sopra ogni altra cosa, dal fattore umano.
Durante l’evento PensieroSicuro Live, tenutosi presso il campus di Elmec Informatica a Varese, la sicurezza e la conformità legale sono state esplorate in maniera del tutto originale, senza filtri né limitazioni, come elementi trasversali e fondamentali non solo della dimensione d’impresa, ma della società stessa.
L’unica regola del talk? Vietato parlare di Intelligenza Artificiale.
L’attenzione si è focalizzata su ciò che conta davvero, ossia l’educazione, l’intelligenza emotiva, progresso tecnologico e i reali limiti nel rapporto tra uomini e macchine.
Sul palco con A2A: l’essere umano al centro e da “patchare”
In questo scenario, ho avuto il piacere di condividere il palco in un intervento a due con Filippo Burrone, CISO di A2A.
Dal confronto tra la visione legale-strategica dello Studio e l’esperienza operativa nella gestione della sicurezza di una primaria infrastruttura critica, è emersa una linea chiarissima: la mera deterrenza è effimera. Ciò che fa davvero la differenza è la costruzione di una cultura aziendale efficace, dove l’obiettivo non è cercare un colpevole per le inefficienze operative, ma “patchare” l’essere umano nel senso più nobile del termine.
Come ho ribadito durante il mio intervento, il principio guida resta sempre l’Uomo al centro: “I sistemi sono creati da uomini ad uso di altri uomini per difendere uomini da altri uomini che usano macchine per attaccare.”
Formare le persone, valorizzarle e guidarle significa trasformarle nel primo e più solido presidio di protezione aziendale.
La “leggerezza pensosa” della sicurezza
Nelle sue Lezioni Americane, Italo Calvino scriveva: “Esiste una leggerezza della pensosità, così come tutti sappiamo che esiste una leggerezza della frivolezza: anzi, la leggerezza pensosa può far apparire la frivolezza come pesante e opaca.”
Questo spirito ha guidato l’intero svolgimento di PensieroSicuro®: la capacità di affrontare temi complessi con brutale onestà, sostenuta da una narrazione accessibile. Di fronte a tattiche cyber sempre più sofisticate — che talvolta sembrano sfidare persino la magia — la risposta più efficace resta la consapevolezza, la comprensione del contesto in cui ci si muove e una profonda umiltà metodologica.
La cronaca dell’evento e la registrazione video
L’appuntamento ha visto integrarsi competenze tecniche e momenti di forte impatto divulgativo, grazie agli interventi di professionisti del settore come Giulia Dragone, Filadelfio Emanuele, Marco Rottigni, Alberto Borgonovo, Giampiero Aldo Zanvettor, Francesco Lucio Corrado, Alberto Manfredi, Alessandro Rugolo, Elisa Ballerio, Paolo Cannistraro, Alessio Setaro, Michele Mariella e Paolo Roversi.
Il ritmo della giornata è stato segnato dalla conduzione di Alessandro Oteri (CISSP – CCISO – CCSP), inframezzata dagli interventi provocatori di Davide Gaieni e dalle incursioni sceniche di Angelo Mirra.
L’iniziativa si è sviluppata all’interno del campus di Elmec Informatica, sostenuta da un ecosistema di player tecnologici di riferimento nella cybersecurity come Mimecast, SentinelOne, CybergON e Monokee, che hanno contribuito alla realizzazione di questa giornata di analisi e confronto.
